Car Fuel Efficiency Campaign

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I consumatori esigono informazioni chiare sull'efficienza energetica delle auto

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Consumers demand clear information on the energy efficiency of cars. Terra! and the network of European NGOs working on energy efficiency of cars have produced a video of interviews asking consumers their opinions of the CO2 emissions and fuel consumption information in car advertising. The majority of interviewees considered the current format of the information difficult to interpret and understand, however a coloured energy label with reference parameters, such as those used on white goods, was found to communicate the information in a clear and legible manner.

Labelling

E' on line il video realizzato da Terra! assieme a un network di assciazioni ambientaliste europee che lavora sull'efficienza energetica del settore auto hanno realizzato delle interviste a campione per chiedere ai consumatori un parere sulle informazioni relative alle emissioni di CO2 - e quindi ai consumi - nelle pubblicità di automobili.



Fra i due modelli di una stessa pubblicità (uno simile al modello attuale con informazioni meramente tecniche e uno che presentava un sistema di etichettatura a bande colorate, sul modello intuitivo di quello degli elettrodomestici), la maggioranza degli intervistati ha trovato difficile leggere e interpretare le informazioni riportate nella pubblicità sprovvista di griglia: quando c'è, il dato relativo all'emissione di CO2 non è interpretabile, se non si ha un parametro di riferimento. Il sistema di etichettatura di efficienza energetica a bande colorate invece si è dimostrato essere un buon esempio che muove verso la giusta direzione.



Se i singoli stati e l'Unione europea vogliono indirizzare il mercato delle auto verso veicoli più efficienti, devono migliorare la legislazione esistente per essere sicuri che gli inserzionisti e i produttori di auto comunichino i consumi e le emissioni di CO2 in maniera chiara e leggibile nelle loro pubblicità.



Come se non bastasse, una recente indagine svolta in Italia a luglio da Terra! ha raccolto decine di esempi in cui è evidente che la maggior parte degli inserzionisti se ne infischia delle attuali normative vigenti, che si limitano comunque alla sola segnalazione delle emissioni a caratteri minuscoli. La responsabilità per questa diffusa mancanza di rispetto della legge è in larga parte dovuta al Ministero dello Sviluppo Economico, a Unioncamere, alle singole Camere di Commercio e all'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP): non solo hanno approvato una legge che prevede sanzioni ridicole, con tanto di organismi di controllo (le Camere di Commercio, n.d.r.) con evidenti lacune organizzative (da una serie di accertamenti fatti da Terra! sembrerebbe che non esistano risorse umane ed economiche per operare dei controlli seri e per lavorare sugli eventuali ricorsi legali presentati dai soggetti sanzionati), ma si continuano a fare gli interessi dell'industria automobilistica e dei suoi concessionari invece di quelli dei cittadini.
Secondo lo IAP addirittura, il problema è marginale, ma tuttavia svolgerà attività di sensibilizzazione.



Qua non serve sensibilizzare nessuno, serve prendere provvedimenti in virtù di un comportamento che è in aperta violazione del codice deontologico sulla pubblicità, oltre che della legge dello Stato.
Questa è l'Italia: il paese dove mancano sanzioni serie e credibili, e dove mancano i fondi per portare avanti i controlli. Salvo poi, paradosso squisitamente italiano, ricevere costituzioni in mora dall'Unione europea - dal 2 luglio 2009 - per non adempiere alla Direttiva 1999/94/CE sulla pubblicità; e le sanzioni, al posto dell'industria dell'auto che non rispetta i parametri legislativi, le pagano ancora una volta gli italiani.

 


www.terrraonlus.it

 

 


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